Posts by nadiolinda

il mio feticismo più basso

io non sono feticista. cioè: non ho l’ossessione di una parte del corpo.
anche se – è vero! lo confesso! – lasciata sola in una sala pesi ho messo ancora in fila tutti i gonfiotti in vero cuoio e gli ho tastato i bicipiti, declamando il vincitore… anche se più di uno scaricatore di porto so palmare la mano fino a raddoppiarla di volume per tastare la sodezza di una chiappa… anche se ho fantasie di me che grattuggio il grana a scaglie su addominali definiti e scolpiti, bassi e obliqui… anche se mi piacciono le palle taglia xl… anche se esistono tutti questi "se", io non sono feticista del corpo.

posso affermare questo perché sono feticista di altro, ovvero dei proverbi. a volte i detti mi ossessionano. ci sono periodi in cui tutto quello che accade lo riconduco mentalmente a un detto, a un proverbio, a qualche pillola popolare di saggezza che letteralmente diventa il fulcro del mio mondo.
in un’adolescenza con serie turbe alimentari, il detto che mi ha tirato fuori era un detto bresciano che tradotto, più o meno, dice così: ogni cacchetta ha il suo cucchiaino.
a me faceva ridere, mi inteneriva e mi aiutava a pensare che anche se essere adolescente mi faceva schifo e io mi facevo ancora più schifo, forse qualcuno che mi apprezzava c’era. e infatti poi mi sono innamorata e ho avuto il mio primo fidanzatino e pino daniele ha scritto una hit che si intitolava O’Scarrafone, dove il ritornello diceva: ogni scarrafone è bello a mamma soja. che è lo stesso del detto che mi ossessionava a me. e quando ho capito che il destino era d’accordo con me, la mia ossessione è passata. puff. come per magia.

anche ora mi è tornato il feticismo dei detti. stare in tour e presentare il libro mi piace assai. e però il mio pensiero è catalizzato da quella che mi appare, ora, come la verità suprema: col culo degli altri sono tutti froci. ogni cosa che mi succede, i casini al lavoro, la campagna elettrorale, le cose che vedo, le cattiverie e le ingiustizie che mi sembrano palesi e assurde… è tutto parte di un grande disegno in cui faust decide di avere il sapere universale vendendo il culo del suo inserviente.
o del suo migliore amico: non fa differenza. tutti, ma non il suo: questa è l’unica regola del gioco.

21 marzo – FNAC alle porte di Roma… fu vera gloria?

venerdì santo a parlar di vibratori insieme a maurizio gregorini… non male, in realtà. se nell’uovo trovassi un vibratore nuovo invece della solita collanina, o del ciondolo o del portachiavi mica mi farebbe schifo. anzi anzi: un piccolo bullet che un po’ sa anche di cioccolato con bustina aromatizzata di lubrificante… aprirei l’uovo, farei un sorriso a trentasei denti e poi mi chiuderei in bagno col mio regalino nuovo nuovo a far attività di smaltimento rapido del pranzo appena concluso!


comunque, tutto bene. il pubblico c’era moltissima gente. quasi più pubblico in FNAC a sentir me che gente in giro per roma, desertificata dalle feste e dalla pioggia. molti amici, che ringrazio. alcuni reali, alcuni virtuali. molti sconosciuti che, a sentirci ridere a me e maurizio appollaiati sul tavolo e parlar di relazioni che a volte non durano e a volte nemmeno iniziano, hanno sentito la voglia di fermarsi e far quattro chiacchiere con noi. sembrava una rimpatriata tra amici. in effetti, era un po’ così, si. però si
parlava e si rideva e anche si parlava seri.
le e-mail hanno davvero sostituito le lettere d’amore? la velocità di comunicazione che permette la tecnologia e che cancella l’ansia dell’attesa ha risolto un problema o ne ha solo creati di nuovi? il mammismo è una piaga sociale? esiste un vero tradimento? se esiste, è davvero immorale?
a tutte queste domande abbiamo cercato una risposta e poi c’abbiamo riso su. e per chi non c’era… non saprà mai la verità!

…a meno che non venga in FNAC a Verona il prossimo mercoledì 26 marzo alle ore 18! vi aspetto anche lì. pomeriggio di letteratura elettronica sperimentale e degustazione di dolci bauli. se non venite, non avete capito niente della vita!

la parabola del cavallo e dell’oca

parabola del giorno a cura del guru julius e del fedele cane max


un cavallo e un’oca se ne andavano a spasso insieme per il bosco. distratto, il cavallo cascò in una pozza di sabbie mobili e cominciò ad affondare.
"oca, oca, aiutami – disse il cavallo – tirami fuori da qui".
l’oca, che era tonta ma poi non troppo, andò di corsa dal padrone, gli prese le chiavi del porche cayenne, montò in macchina e tornò al bosco. agganciò una corda al cayenne e lanciò l’altro capo al cavallo che, in men che non si dica, si tirò in salvo.

"grazie, grazie oca. ti devo la vita" e i due tornarono a passeggiare per il bosco.

dopo un po’, ripassando dalla pozza, l’oca, distratta e invero un tantinello rincoglionita, ci cascò dentro.
"cavallo, cavallo, aiutami – starnazzò l’oca – fammi uscire da qui. corri a prendere il porche cayenne del padrone e tirami fuori dalle sabbie mobili". il cavallo ci pensa un momento, poi si concentra e si fa venire un erezione. e gonfia e allunga e gonfia e allunga e gonfia e allunga e alla fine raggiunge l’oca che si aggrappa e si tira fuori dalla pozza.

morale della favola: se hai doti da cavallo, non ti occorre un porche cayenne per rimorchiare un’oca.

Orgoglio padano: chi ci difende?

voglio segnalarvi la campagna elettorale che la lega sta facendo in giro per le strade di brescia con un paio di immagini di un camper parcheggiato sul corso il sabato pomeriggio. per aiutarli e sostenerli, avevo pensato di ingaggiare dei writer per dipingere a lato della torre delle poste un bel murales con questo soggetto:

 
– un rispettabile imprenditore "padano"
– a pecorina
– con le brache (bucate sul culo) calate
– inchiappettato da un transessuale brasiliano
– che urla "tu si che ce l’hai duuurooo!!"
Il tutto con lo slogan ORGOGLIO PADANO.

…chi ci tutela da campagne del genere?
girando per Roma non avevo la macchina fotografica per ritrarre tutti gli slogan fascisti, espliciti e inequivocabili, dipinti di fresco e con timbro partitico ben in vista, giusto per non creare dubbi. ma mi pare comunque che si sia avverata la profezia dell’Umberto:

"noi con la costituzione e la bandiera italiana, ci si pulisce i ciap!".

messaggio in diretta, risposta in differita

lunedì ero in diretta su STELLA e arrivavano sms di spettatori che chiedevano alcune cose proprio a me. in diretta non si leggevano tutti i messaggi, ma in rete si. il mio amorevole spettatore numero uno ha registrato gli sms a cui ora, con circa quarantottore di differita, rispondo.
con questo intendo dimostrare che la comunicazione simultanea è solo una chimera.

sms da rock: mi scusi capisco che può essere fastidioso sentirsi chiedere una cosa del genere ma volevo chiederle: che rapporto ha col sesso?
N: buono, nei limiti del possibile. ottimo nei giorni festivi. ho ovviamente i miei tabù. ma ’ndò vai se di tabù tu non ne hai? ovvero: se non ti lecchi i tabù, godi solo a metà.

sms da rigge: lei crede al principe azzurro?
N: diciamo che credo nel principe in blu jeans che ti fa fare la notte in bianco, non a quello in tutina e mantello che ti fa fare solo un giro sul cavallo.

sms da seba: mi scusi nadiolinda ma sotto le lenzuola mi sembra una molto spigliata e tonica. attualmente, che opinione ha dell’amore?? ci crede?? ha mai provato il tradimento?
N: grazie, si fa quel che si può. niente come il nuoto asciuga i fianchi e rassoda il profilo. detto ciò, certo che ci credo. ogni tanto la realtà mi fa avere dei dubbi così me lo sono tatuato bello in evidenza, da vedere ogni mattina per non dimenticarmelo! il tradimento è una pratica che non mi appartiene, nè direttamente né passivamente. però, non posso mettere la mano sul fuoco o dire mai.

sms da fede: nadiolinda sei proprio banale. non concordo assolutamente delle vostre opinioni perché voi donne siete fondamentalmente petulanti e noiose perché dite sempre le stesse cose…
N: io non sono una e trina, quindi o sono io o sono altre, quelle a cui si riferisce questo piccolo sfogo. sul resto, niente da controbattere: ognuno ha le sue opinioni. le consiglio una settimana sull’isola dei conigli (vedi cap. del mio libro):forse troverà lì l’illuminazione.

sms da romolo: nadiolinda ti vedo un po’ troppo femminilista. guarda che nella vita non potete stare sempre solo voi donne, dovete per forza completarvi con noi uomini. non vi capisco molto voi donne, siete molto complicate…
N: a volte quando dormo poco mi capita di essere femminilista. ma di solito basta un tocco di correttore e tutto va a posto. certo che siamo complicate! ovvio! e non è mica necessario completarsi per molto: bastano anche solo venti minuti ogni tanto, quelli che occorrono. a volte di meno, a volte qualcuno di più. se dio ci avesse fatte semplici come un tubo, adamo ed eva sarebbero morti di noia. e addio origine della specie.

sms da aldo: nadiolinda, sei rimasta mai scossa in amore? ? hai mai vissuto un tradimento?? se si, come l’hai superato??
N: certo che sì. i terremoti sentimentali mi hanno devastato a tal punto che ho molta comprensione per gli altri e, quanto posso, cerco di ascoltare, capire e consigliare. non ho mai tradito nessuno; piuttosto, l’ho prima piantato e poi mi sono fatta gli affari miei. se qualcuno l’ha fatto a me, ha avuto la decenza e il buon gusto di non dirmelo. non sono convinta del valore della sincerità a tutti i costi. l’unica soluzione al tradimento è perdonare e dimenticare. ma è roba per pochissimi.

nadiolinda intervistata a radio 24

oggi 11 marzo alle h.13 la superdonna Alessandra Tedesco, detta "la ted" mi ha intervistato per il gr in versione extralarge di radio24.
lei è stata bravissima e io ho tentato -quasi invano- di mascherare il mio spaventoso accento da bresciana docg. e vabbé.
ma in tutta coscienza, la ted si è sentita di consigliare all’italia il mio libro. perché anche lei sa che a volte gli uomini possono tirar fuori delle frasi così fuori luogo ma così fuori luogo ma così offensive che, se non ci stai attenta e non sei svelta a riderci su, quasi quasi gli spacchi i denti!

ad ogni modo, ecco il mio tet-a-tet con la ted.
buon ascolto e, per chi mi stesse leggendo…buona lettura!

 

mi sfogo un po’ con voi invece di pulire il bagno…

…mi sembra la cosa migliore che posso fare stasera.
sono tornata da roma: per questo sono mancata qualche giorno. è stato un fine settimana di nuove amicizie, di conoscenze, di sorprese, di molta città, che adoro e amo sempre, anche se – come le donne che non sono mai davvero di nessuno – è incostante, caotica, contradditoria, a volte davvero indisponente. ma terribilmente attraente.
roma su di me esercita un fascino magnetico.

lunedì, cioè ieri, ho registrato la diretta di STELLA condotto da Maurizio Costanzo. è stato emozionante e divertente.
ho registrato il video e cercherò a breve di caricarlo magari su youtube.
dovrei tornare in studio per il maurizio costanzo show. ancora non so quando, ma prometto che vi terrò aggiornati.
tutto benissimo, insomma. l’uomo coi baffi, dal vero, è un signore affabile e cortese e con me è stato assai gentile. leggeva il libro, durante la trasmissione. e ridacchiava.
la miglior sorpresa che ho, da questo libro, è che incredibilmente tira fuori l’umorismo, talvolta, da persone che magari non lo diresti.


comunque, sorprese e sorprese.
anche stamattina. che rientro in ufficio, il mio capo mi chiede come va e poi mi comunica che forse me ne vado. non proprio così, certo. la prende larga. ad esempio, mi dice che mi sono rincretinita. pare tutto dal venti febbraio.
avevo preparato l’ufficio al fatto che sarebbe stato un mese difficile e che avrei avuto bisogno di comprensione e di prendermi qualche giorno di ferie. tutti d’accordo. anzi, gentili: ma no, ma no. niente ferie. quando non ci sei, avvisa. e le ore che perdi…e vabbé. hai sempre lavorato tantissimo senza chiedere niente.
vero, verissimo. e la mia media di quasi cinquanta ore a settimana mi sembrava umanamente ripagata. e mi sembrava che quello che mi hanno detto altri che hanno pubblicato e poi in ufficio gli è capitata la stessa cosa, forse a me non capitava ed ero davvero fortunata.
pensavo che ho fatto bene a non nascondere mai nulla del libro, da quando è iniziata questa cosa. in ufficio c’era un po’ l’aria di far finta di nulla; ma anche questo è normale.

e invece no. stamattina ho cambiato idea.
ho fatto male a parlare del libro. avrei dovuto dire che un genitore o un parente molto vicino affettivamente si è ammalato di una malattia gravissima degnerativa o cronica o infetta o tipo un cancro, e avrei dovuto fingere che le cose andavano così male che ero costretta a farmi un po’ i fatti miei.
così, nessuno mi avrebbe rinfacciato nulla.
invece, quando le cose ti vanno bene e hai motivo di essere felice di qualcosa e hai soddisfazioni, improvvisamente ti si da della rincoglionita. e ti si lascia a casa. se invece motivi le assenze col fatto che soffri, sei coraggiosa e comunque ti impegni.

pensateci, voi che lavorate come me e avete un’etica del lavoro che va al di là delle ore sul cartellino. pensateci, perché nessuno dice grazie e nessuno riconosce che le cose cambiano, che le persone in gamba possono anche gestire più aspetti della loro vita, che il senso di responsabilità non è occupare una sedia col culo ma è molto di più.
pensateci, senza rabbia.
pensateci. e quando contrattate l’assunzione chiedete subito molti più soldi. chè, tanto, non saranno mai sufficienti a pagarvi davvero.