Posts by nadiolinda

venite copiosi !!

ecco i prossimi appuntamenti con

SE NON TI PIACE…DILLO!


Cagliari, sab. 24 maggio – Libreria Murru h. 18.30
presenta: Pierfrancesco Loche

Modena, sab. 31 maggio – Libreria Feltrinelli h. 17.45
presenta: Gisy Scerman


italians do it better !

ovvero: il nero non passa mai di moda

sono sempre molto attenta alle immagini.
un po’ è deformazione professionale. un po’ è un vizio che ho da quando ero in seconda elementare. la maestra sonia soperina (un mito…chissà se c’è ancora) ci aveva fatto fare un lavoro di decodificazione dell’immagine pubblicitaria della campagna per la Centrale del Latte di Brescia. mi ero così divertita che poi mi è rimasto il trip di "leggere le immagini" e non ho mai smesso.
e allora vi racconto un po’ cosa sto vedendo.

mi sono trovata d’accordo con cossiga quando un giorno spiegava a radio24 che la sinistra italiana deve scegliere il suo modello: in europa ne ha tanti. negli stessi giorni, notavo alcuni sintomi eclatanti della "febbre spagnola" del correntone mediatico rosso. un esempio su tutti, il servizio di Report sugli aeroporti. l’immagine a confronto era questa:
Italia – dirigente grasso, anni indefinibili e comunque portati molto male, sudato, seduto alla sua scrivania nel suo ufficietto impiastricciato di nicotina. ripresa frontale, camicia col colletto sporco di grasso, luce naturale e neon. impatto: gusto mafioso, disgusto totale.
Spagna – dirigente giovane, atletico, sereno e soddisfatto, posizione da vincente, ripresa dal basso, location aeroporto nuovo, luce filtrata da lato, polarizzazione elevata dei colori, odore di nuovo e di soldi. impatto: rampantismo, fiducia, creatività, energia, è un vincente.

oggi passo davanti all’edicola per comprare il giornale su cui c’è la mia intervista. c’è un mensile di arte con in copertina la statua di marco aurelio. la foto è una prospettiva dal basso del condottiero col braccio teso in saluto militare. se non ci fosse il titolo "Marco Aurelio" l’avrei scambiato per altro. poco distante, ci sono più numeri della storia del fascismo in fascicoli, una storia di mussolini, alcuni poster e gadget del duce.

poi arrivo al bar e faccio colazione. una signora racconta del suo weekend a roma, dove è stata a un battesimo. dice che odia i romani perché sono così e così e così. tutti i romani, secondo lei, sarebbero come la famiglia di suo marito.
un altro commenta la lotta tra i napoletani e i rom: i napoletani vogliono cacciare i rom nel cui campo si rifugia la ragazza che qualche giorno fa ha tentato di rapire una neonata. il signore commenta che i napoletani sono tutti uguali e che li detesta, ma hanno fatto bene perché i romani sono peggio. tutto il bar si unisce al coro anti-romeno. io bevo il cappuccio e faccio un rapido calcolo di quanti, tra gli avventori uomini, si fanno ciucciare l’uccello da una puttana rumena e quante signore scandalizzate si fanno stirare le camice o pulire il cesso da una badante/colf/schiavetta rumena. tutto il bar va regolarmente a messa la domenica mattina, è abbonato a Famiglia Cristiana e/o Avvenire, è contro l’aborto, appoggia le famiglie eterosessuali e regolari, vorrebbe le giovani vergini fino all’altare e ha donato il proprio 5 per mille alla Chiesa, espressione della loro carità e del loro altruismo.

esco dal bar e incrocio un paio di ragazzi marocchini, che conosco e saluto. considero che una volta erano loro ad andare di moda. poi ci sono stati gli albanesi, sdoganati da una coppia di ballerini a canale 5. poi è stata la volta dei pakistani e, in genere, degli arabi, all’inizio dell’enduring freedom. ora tocca ai rumeni, ma il loro astro sta quasi per tramontare.
chissà cosa ci riserva il futuro. quale sarà la prossima moda italiana per l’intolleranza razziale. chissà chi sarà il prossimo "uomo nero" che se lui se ne tornasse a casa sua staremmo meglio. si accettano pronostici e scommesse, naturalmente.

Il sesso secondo me…

…bisogna farlo con il cuore molto leggero.
a parte questo, è uscito un bellissimo articolo ieri su Qui Brescia, esempio di rivista a diffusione provinciale che nulla ha da invidiare ai migliori magazine nazionali.
la giornalista che mi ha intervistato si chiama carlotta luca’ ed è una giornalista giovane e molto grintosa. le fotografie sono del maestro contu, bravissimo fotografo e amico storico della sottoscritta, di cui accetta e condivide saltuariamente deliri e trovate immaginarie, immaginifiche, che necessitano di diventare reali con la fotografia.
è stato molto divertente e ne è venuto un bellissimo articolo.

monnezza a chi?

puoi accorgerti che le cose vanno DAVVERO male, quando cominciano a piovere rassicurazioni ottimistiche.

come diceva qualcuno: quando continui a mangiare merda, anche il fango non sembra poi così male, insomma.
in altre zone d’italia il proverbio è stata ultimamente cambiato in: quando sei sepolto in un mare di pattume, un bell’aerosol di diossina non può farti così male.
insomma: l’importante è accontentarsi. in qualche modo ne verremo fuori.
così, mentre si parla di espulsione e di reclusione nei cta, limitazione della libertà individuale, di imbavagliamento della stampa (…abbiamo ancora una stampa?…strano… bho. sarà un fondino di barattolo) , mentre il discorso di insediamento del nuovo presidente è trasmesso a reti unificate manco fosse un annuncio di guerra o una benedizione urbis et orbis, mentre partono gli aiuti di stato e si occupano i banchi del parlamento come si sta in seconda media, il succo è questo: c’è una nuova intesa, siamo tutti d’accordo, ci vogliamo bene, le acque si sono calmate, tutto procede per il meglio. e ancora, abbiamo risolto così: c’è un governo ufficiale con portafoglio e un governo ombra con al massimo un po’ di bustarelle. l’italia è più libera e più liberale, tutto va sempre meglio, sta anche arrivando l’estate e forse forse, se state buoni, vi cancelliamo l’ici. i problemi sono dappertutto, anche nella spagna che
tanto avete esaltato. la cina sta peggio di noi, anche la tanzania sta peggio di noi, mangia tutto che se no si fredda e poi non lasciare niente nel piatto ché ci sono un sacco di bambini che muoiono di fame. gli studiosi dicono che è tornata la mezza stagione, che i pendolari soffrono di una malattia e che, dunque, li si può curare con una pillolina. la benzina si è stabilizzata e la guerra non c’è più. aiutate i terremotati con un sms e donate euro a chiunque vi capiti a tiro di tastiera. e in tutte le vostre città, da oggi, ammirate cartelloni e gigantografie di meravigliose immagini del golfo di napoli e delle sue bellezze architettoniche, pagate dalla regione campania che non ha soldi e dallo stato che ha un tesoretto magico, come il vaso di pandora o un maxi porcellinum di stato, che se state buoni e non rompete i coglioni, tra un po’ lo fracassiamo con il martellum e con quello che avanza vi facciamo una sorpresa!

Telefilm Festival a Milano dal 7 all’11 maggio2008

parto ora per cercare di raggiungere milano come mi sarà possibile. non so ancora come. tra meno di mezzora si stoppa tutto…così dicono.

ieri lo dico a un amico che devo vedere proprio a milano alle 11 e mi chiede: perché scioperano? il governo l’han fatto oggi!
io rispondo che non lo so. forse i sindacati l’avevano già organizzato. molte volte succede.

comunque, per chi fosse a milano in questi giorni, ricordo che è in corso il telefilm festival. io sono ospite a una tavola rotonda questa sera VENERDI’ 9 MAGGIO ALLE ORE 19.30 presso l’apollo SpazioCinema di Milano Galleria de Cristoforis n° 3. l’incontro si intitola "A tutto sesso: siamo serial!".

modera il dibattito Francesco Specchia,
partecipano come relatori:
Alberto D’Onofrio, regista;
Bruno Vecchi, giornalista de L’Unità e di Star Tv;
Silvio Bandinelli, regista hard;
Eva Henger, ex attrice hard;
Anna Safroncick, attrice;
Tatiana Carelli, scrittrice;
Fabrizio Lopresti, attore della parodia di fiction Sensualità a Corte;
Marcello Cesena, attore della parodia di fiction Sensualità a Corte;
Mauro Pirovano, attore della parodia di fiction Sensualità a Corte;
Marcella Silvestri, attrice di Sensualità a Corte;
Simona Garbarino, attrice di Sensualità a Corte;
Marco Ottolini, Amministratore Delegato Small Formats Italia Srl.

e poi ci sono io, che in mezzo a questa vagonata di fike incredibili, mi presenterò senza tacchi e senza trucchi così faccio il troll della situazione.
baci e abbracci e fatemi gli auguri. non si sopravvive mai ai sindacati, se e quando si arrabbiano…

donare gli organi è un dovere sociale

è iniziata la campagna 2008 per la donazione degli organi.
aderire è molto semplice:
– ci si collega al sito del ministero della salute
– si sceglie la pagina dedicata alla campagna2008

in pratica, c’è un modulo che si può scaricare e compilare. basta consegnarlo alla vostra ASL, allo sportello di accoglienza/informazioni e… voilà! avete contribuito a salvare una vita.
non è difficle, basta poca volontà e qualche minuto di una giornata qualunque.
io sono un po’ talebana e per me dovrebbe essere il contrario, ovvero: tutti noi che nasciamo in uno stato esplicitamente cattolico e solidale dovremmo essere donatori "naturali" e poi, nel corso della vita, dovremmo poter scegliere eventualmente di toglierci dal programma.
è che bisogna far pace con la possibilità che possiamo morire, in qualsiasi momento e per cause anche molto banali o che non dipendono da noi. oppure che non siamo persone perfette e potremmo ammalarci di qualcosa di molto grave, di incurabile, per il quale ci è necessaria una donazione.
pensiamoci oggi, con serenità.
facciamo pace con la nostra morte, inevitabile, dimostrando concretamente di amare la vita. non solo la nostra, ma quella di chiunque.

no, per favore, la festa della mamma proprio no!

alcune feste sono delle vere fregature. comunque vada, ne esci malissimo.

san valentino è la peggiore. se sei in coppia e lo festeggi, inevitabilmente, scadi nella banalità, vuoi del conformismo all’atto dell’adesione, vuoi del regalo a scelta tra peluche, cioccolatini, cuoricini, palloncini, cosini morbidini e tenerini. mica che puoi improvvisare e, che so, approfittare per fare davvero un bel regalo di coppia, tipo un sex toy o un lubrificante effetto freeze.
se sei in coppia e non festeggi rimane un po’ di skazzo aleggiante e il dubbio che magari l’altro voleva  e invece tu sei un po’ snob o viceversa. insomma: il malumore rovina la chiavata celebrativa o addirittura l’annulla.
se sei single, hai due scelte: puoi rosicare nel silenzio e nell’anonimato completo oppure snobbare a testa alta e naso stizzoso. in entrambi i casi, sarai tacciata di avere il culo stretto e la fika secca.
insomma: comunque vada è ‘na sòla.

e poi ci sono altre feste senza senso alcuno, che non ti regalano ponti o pause lavorative, che non coincidono con niente, che non servono a nessuno e che però ti causano un fastidio irritante. diciamo che se san valentino è paragonabile a un’emorroide, queste festine sono quanto meno delle ragadi sgradevoli da sopportare. sono le feste del parentado, ossia la festa del papà e la festa della mamma.
la festa del papà è così assurda che, per fortuna, la festeggiano quasi esclusivamente i bimbi dell’asilo con qualche lavoretto fatto con il das. dopo il terzo anno e il terzo oggetto inutile a scelta tra un regolacapelli per calvi, una pipa per non fumatori che fa le bolle, calzini di spugnotta per uomini affezionati alle ciabatte in ogni stagione e situazione, dopobarba per imberbi, profumi per intolleranti e pigiami per incontinenti, la maggior parte dei papà ha fatto buon viso cancellando la festività dai calendari di casa. non è raro entrare nei tinelli delle famiglie e scoprire che dal calendario manca il 19 marzo.

e poi c’è la festa della mamma, che prima era l’8 maggio e poi è diventata una specie di seconda pasqua e si celebra la seconda domenica di maggio. quest’anno, dunque, l’11.
non ho nulla contro queste feste. mi stanno un po’ sulle balle, come del resto mi sta sulle balle la festa della donna, quella della pace, quella di ferragosto e quella dell’ascensione.
il mio appello, per la festa della mamma 2008, è molto semplice:

NON TRASFORMATE LA FESTA DELLA MAMMA IN UNA GRANDE CAMPAGNA ANTIABORTISTA!

mancano ancora un po’ di giorni e già non ne posso più: lettere di bambini mai nati, medici obiettori, sante e mammecoraggio, donne morte nel dare alla luce i figli, donne martirizzate e colpevolizzate se decidono di pensare a se stesse o se, di fronte alla magìa della maternità, oppongono un barlume di razionalità e di buon senso e fanno i conti con lo stato che non ti aiuta, con le spese inaspettate, con le loro problematiche di vita, con la precarietà degli impieghi e degli stipendi, con i disequilibri della vita di coppia, coi problemi di salute, con le difficoltà e con tutto quello che gli pare a loro.
il mother’s day è festeggiato in tutto il mondo come omaggio alla fertilità della madre-terra, che esce dall’inverno e rifiorisce. o anche come momento di affratellamento universale contro la guerra.
non è la festa della maternità insana e capricciosa; e nemmeno la bieca rivincita di chi si nasconde dietro al culto della vita per limitare la libertà individuale di scelta di una persona, che viene considerata solo un utero e poco più. per favore, basta. vergognatevi. un po’ di rispetto per le donne! prima, durante e dopo che abbiano o meno deciso di essere anche madri
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